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12 gennaio 2010

L'origine dell'AIDS

Ho già proposto in passato (link) il lavoro teatrale di Christian Biasco sull'origine dell'AIDS, ma esiste anche un programma televisivo prodotto dalla Televisione Svizzera in lingua italiana (TSI) che vede Biasco ancora una volta narratore della storia, ma che inoltre documenta i fatti attraverso filmati, interviste e testimonianze in maniera esaustiva.
Purtroppo c'è chi cerca in ogni modo di screditare queste ricerche sull'origine dell'infezione umana da HIV, come qualche docente universitario che propone di non leggere il libro "The River" di E. Hooper, frutto di 7 anni di lavoro e ricerca su questo argomento, a meno che "non ci si voglia fare quattro risate". L'autore di questo libro interviene più volte nel programma che vi propongo, valutate voi cosa questa affermazione possa significare. A me ha fatto arrabbiare, perché un'affermazione simile viene presa per buona sicuramente dalla maggior parte degli studenti, i quali in futuro non metteranno minimamente in dubbio quanto loro è stato insegnato... i medici del futuro...
Io credo che chi si voglia fare una propria idea farebbe bene a leggere quel libro, anche se per cominciare... vi consiglio questo filmato!

05 agosto 2009

Gli inventori di malattie



Non bastano le malattie "naturali", bisogna sempre inventarne di nuove, altrimenti il mercato farmaceutico si ferma... Qui però si parla della nostra salute e non di uno sgargiante articolo all'ultima moda: possono sussistere le stesse leggi di mercato?
Credo proprio di no, guardatevi questo documentario...

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ALHAMBRA FACTORY e RAITRE
presentano
INVENTORI DI MALATTIE

Documentario inchiesta di 50’ per il programma C’era una volta
in onda mercoledì 5 agosto 2009 alle 23,40 su RAITRE


Vendere farmaci a gente sana. Inventare malattie piuttosto che farmaci. E’ un business in voga che rende l’industria farmaceutica la più florida del pianeta. Una strategia per rafforzare posizioni di monopolio ed assicurarsi solide fette di
mercato, spesso a danno della salute pubblica dei cittadini.
Come si fa?
Basta prendere le normali fasi della nostra vita, l’adolescenza, la menopausa, la vecchiaia oppure le tipiche difficoltà della nostra esistenza - la timidezza, la vivacità, la paura - e trasformarle in pericolose e invalidanti malattie da curare con farmaci. Un viaggio-inchiesta che parte dagli USA e traccia un inquietante racconto sulla colonizzazione farmaceutica di larghe fette di popolazione del pianeta, attraverso le suggestioni ammiccanti delle campagne pubblicitarie, gli innumerevoli conflitti di interessi e le tante complicità occulte.

Inventori di malattie
di Luca Cambi, Nicoletta Dentico e Francesca Nava
Montaggio Christian Lombardi
Fotografia Claudio Conti
Regia Luca Cambi
Produttore esecutivo Luca Cambi
Co-produzione Alhambra factory - RAITRE/C’era una volta


Dettagli e spunti

Un lavoro di molti mesi per portare alla luce il fenomeno dell'uso eccessivo di farmaci negli Stati Uniti e in generale nel mondo occidentale.
In inglese si chiama DISEASE MONGERING, che si potrebbe tradurre “commercializzazione delle malattie”.

Un percorso che va dalla creazione a tavolino di un disturbo alla sua consacrazione ufficiale, sino a far diventare un farmaco un blockbuster, ovvero un farmaco con prescrizione di ricetta medica che ha superato i 10 milioni di dollari l’anno di vendite.

L’industria farmaceutica, costretta dalla Borsa ad aumentare sempre di più i propri profitti, non si può permettere battute d’arresto. Così, invece di fare innovazione e ricerca investe in marketing e mette a punto una strategia perfetta che coinvolge e condiziona tutti gli attori del processo mediatico e produttivo. Una strategia basata fondamentalmente su innumerevoli conflitti di interessi a partire dalla complicità dei media nel diffondere le nuove malattie, fino ai corsi di formazione permanente da parte dei professori universitari, che spesso risultano essere anche consulenti di società farmaceutiche; dal lavori sporco degli informatori farmaceutici alla corruzione stessa e diretta dei medici; dalle associazioni di pazienti finanziate dalle case farmaceutiche al ruolo ambiguo dell’FDA, che su questo processo dovrebbe controllare… e soprattutto l’implacabile forza d’urto del marketing, in grado di diffondere una paura, creare un bisogno, proporre un rimedio e fare vendite di farmaci per milioni di dollari (500 milioni di dollari l’anno è la media dell’industria farmaceutica), anche attraverso libri per bambini!

Le strategie di marketing: vendono paura di invecchiare, di essere timidi, essere agitati, essere adolescenti, essere in meno pausa... essere umani. Tutti disturbi che si tramutano in malattie da curare con farmaci -sempre gli stessi- spesso inutili se non dannosi, magari il cui brevetto è in scadenza e occorre trovare un escamotage per rinnovarlo (è il caso del Prozac, tinto di viola e trasformato in Sarafem, senza alcuna modifica, per curare un certo “Disturbo Disforico Premestruale”).

Gli effetti collaterali sono un altro tema del documentario. Trial clinici fatti solo parzialmente i cui risultati sono stati nascosti e mai pubblicati, casi di suicidio e di morte per cocktail letali di farmaci, esagerata diffusione nelle scuole di farmaci per curare il disturbo di iperattività dei bambini (ADHD). Queste e altre storie e la testimonianza dell’Avv. Menzies di Los Angeles, in causa da anni con la Glaxo Smith Kline che spiega come solo facendo una causa si costringa l’industria farmaceutica a tirare fuori le carte.

Il documentario è guidato nel suo sviluppo da spezzoni di una preveggente commedia francese scritta negli anni 20 dal titolo “Il Dott. Knock e il trionfo della medicina”, trasposta poi in film negli anni '50. E’ la storia di un medico senza scrupoli che arriva in un paesino di gente tranquilla e, con metodi tutt’altro che scientifici, convince tutta la popolazione di essere affetta da svariate malattie. Nel giro di pochi mesi si arricchirà mettendo a letto mezzo paese, con grande gioia del suo conto in banca e di quello del farmacista! La sua teoria è che “non esiste gente sana, ma solo gente più o meno malata”.


Interviste a medici (Marcia Angell, Silvio Garattini, Steve Woloshin, Lisa Shwartz), giornalisti (Melodie Petersen, Merrill Goozner), oltre che avvocati ed economisti (J. Stiglitz) e due importanti insider (Peter Rost, ex vice direttore marketing della Pfizer e Mike Oldani, ex informatore farmaceutico).





Frasi tratte dalle interviste:

“L’unica innovazione degli ultimi anni nel settore farmaceutico è il marketing” (Marcia Angel)

“Ho definito il settore farmaceutico una mafia perché agisce e si comporta esattamente come la mafia” (Peter Rost)

“Dal momento in cui viene fatta una causa ad una casa farmaceutica al momento in cui questa dovrà pagare una multa passa talmente tanto tempo che il guadagno dalla vendita di quel farmaco è molto, molto superiore al costo della multa che la casa farmaceutica dovrà pagare” (K. B. Menzies, avvocato)

“Vendono paura, paura d’invecchiare, di ammalarsi, paura di essere adolescenti, paura degli altri…” (M. Petersen)

“La Chadd, l’associazione di pazienti per la cura dell’ADHD, ha poi ammesso di aver preso 700.000 dollari dalla Novartis, la casa farmaceutica produttrice del Ritalin” (M. Oldani)

07 luglio 2008

L'origine del male (AIDS)


L'origine dell'AIDS nell'uomo e anche la malattia in sè sono tutto un mistero: sembra che l'HIV (virus della immunodeficienza nell'uomo) derivi da un virus delle scimmie che si è tramandato all'uomo attraverso vaccini antipolio negli anni '50-'60, ma ovviamente si è cercato, e si continua a cercare, di mettere a tacere questa teoria in ogni modo.
Segnalo questo bel "documentario teatrale" di Christian Biasco visibile da www.arcoiris.tv oppure dal sito dell'autore.

Lo spettacolo parla proprio di questo e fa notare come la medicina, praticata senza le giuste attenzioni (etiche, scientifiche, morali, ecc.), possa essere l'origine di mali molto peggiori di quelli che tenta di curare.

Parlando di AIDS non posso fare a meno di mettervi a conoscenza anche di altri punti di vista, come quello riportato nel sito http://www.ilvirusinventato.it/ che prende spunto da molti libri, articoli e altri siti web (li trovate in fondo alla pagina del sito) tra cui:

  • Il Virus Inventato - Peter Duesberg – Baldini Castoldi.
  • AIDS La grande truffa - De Marchi / Franchi – Edizioni SEAM.
  • La vera storia dell'Aids - David Rasnick - Edizioni SPIRALI. (Storia romanzata).
  • AIDS e se fosse tutto sbagliato? - Christine Maggiore - Macro Edizioni,
  • AIDS: nuova frontiera - Siro Passi e Ferdinando Ippolito - Lombardo Editore in Roma.

  • in cui si sostiene che il virus dell'AIDS in realtà non esista e sia tutta una truffa ai danni dei più poveri e diseredati della Terra.


    Tutto questo disorienterebbe chiunque, ma come sempre invito tutti a documentarsi e ad imparare a non dipendere dalle "verità scientifiche" riportate dai canali ufficiali, ma allo stesso tempo nemmeno a lasciarsi andare totalmente ad altre "verità" prima di averle toccate con mano e comprese a fondo.

    16 giugno 2008

    Assassini della medicina

    E' sconcertante quanto abbiano potuto fare dei medici milanesi nei confronti dei loro pazienti. Ne abbiamo sentito parlare, lo abbiamo letto sui giornali e un po' tutti ci siamo chiesti: "ma allora di chi ci si può fidare?".
    Personalmente queste persone mi fanno molta paura, so che alcuni di loro sono già stati arrestati, spero lo saranno presto tutti i responsabili di questo. E spero non altrettanto presto torneranno ai loro posti di "lavoro".
    Al "s.Rita" di Milano c'era chi operava chirurgicamente per fare palate di soldi ai danni del paziente e dell'intera comunità, perché si trattava di prestazioni in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale, quindi pagate da tutti noi.
    Quegli interventi non erano ne necessari ne giustificabili dallo stato di salute dei pazienti, che pertanto ne uscivano in condizioni peggiori di prima, se non ci lasciavano direttamente la pelle.
    Quelli non sono medici, sono assassini, visto che in seguito alle loro sporche operazioni finanziarie sono morte delle persone, ma soprattutto sono dei traditori, visto che il loro scopo dovrebbe essere quello di aiutare i sofferenti, mentre si è tramutato in una trappola per chi li ha guardati negli occhi cercando una speranza.

    Riporto un'estratto dall'editoriale di Davide Rondoni apparso su
    Avvenire del 13 giugno 2008.

    "occorre guardare i medici negli occhi. Guar­dare quegli occhi che migliaia di volte al giorno, in migliaia di città d’Italia vengono guardati in corsie, cliniche, ambulatori da gente che vor­rebbe leggervi un poco di speranza, una traccia di sollievo. Occorre fissare gli occhi dei nostri dot­tori. Dietro le lenti, se ne hanno. Sotto fronti se­gnate da decenni di carriera, o aperte, lanciate a una vita fantasticata. E guardare se negli occhi hanno qualcosa che bru­cia come una passione o se sono opachi, spenti e sottili come quelli di tutti i calcolatori di professione. Se non hanno quella fiam­ma negli occhi, sono me­dici da temere. Intendo la fiamma, o chiamatela luce o come vi pare, che anima chi sa di avere un grande compito."

    Credo proprio che sia così: guardiamo negli occhi i nostri medici, perché la nostra fiducia non deve essere loro regalata, ma devono guadagnarsela.
    Rabbrividisco ancora al ricordo del racconto di una persona che è mancata poco tempo fa, quando mi raccontò delle sue brutte avventure negli ospedali milanesi, in cui avrebbe dovuto trovare "i luminari dell'oncologia", mentre incontrava solo personaggi che la trattavano come carne da macello, senza preoccuparsi minimamente della tragedia umana che stava vivendo dentro. E sono convinto che se non è riuscita a guarire è stato al 95% per colpa di questa mancanza di umanità.

    Chi valuta se uno studente di medicina un giorno sarà all'altezza di essere Medico? Possono farlo forse i voti degli esami? Sapete che nessuno valuta questo aspetto, nessuno si preoccupa di formare questa figura di così grande peso nella società, se non nei suoi lati puramente tecnici. Questo accade almeno nell'Università pubblica, ci sono poi istituzioni private che invece ne tengono conto, ma non so quanto.
    Credo che l'Università abbia una grande responsabilità in questo: formare (e se si dovesse ritenere che non fosse possibile farlo, selezionare) persone che siano all'altezza di essere un giorno dei Medici, ovvero quelli che "quando passano da me, dopo vanno via che stanno meglio, o almeno non stanno peggio" per dirla con le parole di un medico che stimo molto. E stare meglio non significa solo non avere più il dolore fisico, o sapere che il nostro corpo è guarito, significa anche, e credo soprattutto, sentirsi seguiti, valutati, aiutati, voluti bene, insomma: amati.
    Chi non è capace di amare, lasci perdere, non abbiamo bisogno di altri che facciano danni, ne abbiamo già tanti. Grazie.

    PS: Propongo di tornare, per questi gravi casi, alla legge del taglione... Occhio per occhio, dente per dente, polmone per polmone, fegato per fegato, intestino per intestino...
    Anzi, no, ritiro tutto, non vorrei che poi ci facessero pagare col SSN anche questi interventi!!!